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ARCHITECTURE + DESIGN

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#albanese / Palazzo delle Esposizioni - Roma
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Teresa

Teresa è una interpretazione della calzatura realizzata secondo la filosofia del readymade,
terminologia che nasce dall'unione delle parole ready e made e che sta a significare quell'azione che considera un'oggetto comune prefabbricato ed isolato dal suo contesto funzionale, defunzionalizzato e rifunzionalizzato tramite il solo atto di selezione e trasformazione per mano dell'artista ed «elevato allo status di arte». Duchamp utilizzò per primo in ambito artistico il termine readymade nel 1913 in relazione alla sua opera "Bicycle Wheel" e Man Ray con il "Regalo" un ferro da stiro con i chiodi che sporgono dalla piastra.

E' un oggetto simbolico che vuole celebrare l'arte manifatturiera femminile italiana che dagli Anni 50 in poi prende coscienza delle sue virtù imprenditoriali liberandosi di fatto di quella iconografia (paletta da cucina>massaia) nella società civile diventando a tutti gli effetti l'emisfero sociale politico e culturale del paese dando vita nella maggior parte dei casi alle eccellenze che hanno permesso il successo del made in Italy nel mondo.

Esposta a Palazzo delle Esposizioni - Roma, in occasione della mostra "Passeggiando per le vie dell'arte", organizzata da Officina de Medici di Paolo de Medici di Ottajano e Carmine Sorrentino è dedicata al'artista Teresa Mezzatesta fondatrice al coniuge Enzo Albanese del marchio d'alta moda A19 e Albanese.
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a Teresa e Enzo.

storia del marchio

Nel 1925 Armando Albanese crea il marchio "Albanese", aprendo a Roma in Via Caio Mario il primo laboratorio di calzature su misura. Nel 1929 in Via Belli nasce il primo punto vendita e nel 1937 un laboratorio artigianale in via Crescenzio. Negli anni '40 viene ideato il sandalo con sughero già prima dell'avvento del prêt-à-porter. Nel 1944 viene aperta la fabbrica in via Boccea e nel 1945 un secondo punto vendita in via Cola di Rienzo. Nel 1951 il figlio Enzo (1933-2003) vicino agli ambienti di Cinecittà ne assume la direzione e apre la prima Boutique in Via Lazio. Crea il primo tacco a spillo a cui seguiranno il tacco bussola, il tacco hula hop, il tacco con orologio in oro zecchino e la linea zoo il cui modello più famoso è senza dubbio "topino".
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Nella boutique di Dal Cò Enzo incontra Teresa Mezzatesta (1933-1996) insieme creano nel 1957 l'atelier "Albanese" in Via Lazio 19. Negli anni Sessanta "Albanese" diventa una vera e propria Maison, il cui successo è determinato dalla creatività della moglie Teresa, che disegna e firma le calzature, realizzando scarpe uniche grazie ai nuovi materiali, all'uso di decorazioni e ricami inusuali e all'invenzione di forme e tacchi.
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Nel 1963 arriva il primo ordine da uno sceicco arabo: 100 paia di scarpine numero 24. Lo stile Albanese è così apprezzato in Italia e in Europa (Francia, Inghilterra, Germania) e approda anche in America. Dal 1965 esiste infatti una collezione specifica per il mercato statunitense. Alla fine degli anni '70 alla collezione moda, completamente artigianale, viene affiancata la linea prêt-à-porter. Nel 1976 crea la prima calzatura in tela. Albanese ha collaborato con Valentino, Pierre Balmain, Lancetti e Rocco Barocco. Molte dive del cinema hanno calzato le creazioni "Albanese": Sofia Loren, Elizabeth Taylor, Joanne Woodward, Claudia Cardinale, Ursula Andress, Audrey Hepburn, Laura Antonelli, Lauren Bacall. Tra gli altri clienti prestigiosi si ricordano: i reali sauditi, la consorte di Reza Pahlavi, Farah Diba, che acquistava regolarmente 40-45 paia di scarpe. Il modello "stiletto a sbieco" è presente al MOMA di New York donato da una cliente. Il Metropolitan Museum di New York conserva 9 modelli di calzature Albanese, datate dai primi anni '50 sino agli anni '80.

credits: Giada Albanese - www.factory4.it
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